In una nuova puntata della Bobo TV, un vecchio tema ricorrente: la decisività e il livello di Leao secondo Christian Vieri e Antonio Cassano.


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Vieri: “Leao fa impazzire”, Cassano non ci sta: “In Italia ti bastano…”
Vieiri: “Io ho visto un po’ di partita: tutti i giocatori che dicevi, Antonio, sono tutti bravi. Tutti buoni giocatori, ma ce n’è uno che è devastante, che è Leao: vince le partite da solo. Il Milan ha vinto perché ha fatto le due sgroppate lui. Per me è incontenibile oggi come oggi, ancora più dell’anno scorso perché ora sa di essere forte forte. Ed è devastante. E quindi il Milan ha vinto per merito suo. Sì, Pulisic ha fatto gol con quel mezzo errore del portiere, ma le occasioni le ha create tutte Leao. Oggi come oggi è devastante, un giocatore che cambia la partita in qualsiasi momento, e l’abbiamo visto anche l’altro giorno. Incredibile, Anto, incredibile. Sarà discontinuo, dentro la partita magari lo vedi meno, ma quando ha la palla e gioca è fuori da ogni norma. Lui se sta bene il Milan vince le partite: ecco come la vedo io. Tutti bravi quelli che sono arrivati, ma lui e Theo… Ha fatto fare due gol davanti alla porta. È una buona squadra, ha preso giocatori che hanno giocato meno, ma se il numero 10 quando sta bene ti va vincere le partite”.
Ancora “Bobo”: “Prima delle due volate non ha fatto niente? Questi sono i giocatori così, anche tu non giocavi per un’ora e poi due gol, assist… Tu sai che i fantasisti sono così. Dicevo al bar, che l’anno scorso sono andato a vedere il Milan. Nei primi 20′ urlavano a Leao: ‘Basta, ti devono vendere! Non ti sopporto più’. Dopo 30 secondi, subito: ‘Io ti amo!’. Perché ti fa impazzire, e i giocatori di quel tipo là ti fanno andare fuori di cervello. Non avrà fatto niente, ma con due sgroppate è 2-0. Lui è così, non lo cambieremo”.
Cassano: “C’è sempre quel problema, Bobo. In Italia ti bastano due giocate e problema risolto. Ma il campionato italiano è farlocco, ci sono i giocatori che sono poca roba. Se tu mi fai due giocate di quel genere lì col Bayern Monaco, col Barcellona… Finché non vedo 15/20 partite in cui mi fa come faceva Kakà, Ronaldinho, Rui Costa… Con continuità, con difensori forti, fenomenali. In Italia lui si specchia, sorride, poi inciampa… È troppo veloce, è forte fisicamente, ma a me non sposta di un millimetro. Perché dobbiamo analizzare il Milan e lo continuo a dire: non è né carne né pesce perché un giocatore di certo livello va in determinati stadi e fa la differenza”.
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