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Conceicao: “Sono il primo che non vuole perdere, possiamo vincere due trofei…”

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Domani il Milan scenderà in campo contro il Lecce. Segui live la conferenza stampa di Conceicao alla vigilia del match
Giulia Benedetti Redattore 

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Domani alle 18:00 il Milan scenderà in campo contro il Lecce per la 28esima giornata di campionato. In attesa del match, tra pochi minuti Sergio Conceicao parlerà nella consueta conferenza stampa della vigilia. Qui su ilMilanista.it potrete seguire il live testuale:

“Per me è stato importante lavorare con tutti i giocatori, su situazioni che non sono capitate. Tutti i giocatori devono avere voglia, tutti i giorni. chi entra a Milanello deve avere voglia. Poi io vedo in allenamento chi si allena bene e chi scegliere per la partita. Sono contento per come si allenano tutti, poi sono io a scegliere”.

“Si esce da questa situazione con i risultati, ma abbiamo bisogno di lavorare al massimo e migliorare gli episodi che possono succedere per sfortuna. Anche io non sono abituato a perdere tre partite di fila, bisogna lavorare al massimo. Solo così si vince”.

“Da quando sono arrivato qua abbiamo partite decisive. Non dobbiamo pensare ai numeri. Inzaghi ha detto che può vincere tre titoli, noi due nonostante il periodo difficile. Noi dobbiamo pensare alla prossima partita che è la più importante, non di certo a quelle che verranno dopo”.

“Ho avuto giornate difficili in questi due mesi, ma ora sono convinto che i giocatori hanno voglia. I primi dieci giorni sono stati incredibili, poi abbiamo avuto un duro colpo contro il Cagliari dove abbiamo perso un po’ di entusiasmo. Dopo Zagabria è stato brutto, con i vari errori commessi. Dopo questa partita c’è stato qualche episodio di sfortuna che hanno inciso sul gruppo. A me costa con i tifosi, con chi è appassionato, ho grande rispetto per tutti voi. Io devo giustificare tutti i giorni perché sono l’allenatore del Milan, ma bisogna guardare avanti per vincere. La settimana è stata molto buona come lavoro, ma non vuol dire che domani vinceremo 4-0. Bisogna guardare al futuro, cioè a domani”.

“Sono il primo che non vuole perdere, ma voglio vincere. Sarei masochista se non mettessi la squadra che secondo me è la migliore per vincere. Mi pagano per questo, scegliendo dalla forma dei giocatori durante la settimana, dai segnali che mi hanno dato. Io devo scegliere chi mi da più garanzia per iniziare la partita”.

“Stiamo lavorando, è stata una settimana importante nell’evoluzione di ogni giocatore e nelle dinamiche per la squadra, sia quando abbiamo la palla che quando non ce l’abbiamo”.

“Cerchiamo di dire ai giocatori di tranquillizzarsi in quei momenti, non dobbiamo reagire con poca intelligenza. Quest’anno l’ambiente dall’inizio non è bellissimo, ma noi dobbiamo concentrarsi su quello che possiamo controllare. Gimenez sta lavorando, arriva da un campionato che non è facile, qui è diverso. C’è bisogno di un periodo di adattamento, è normale. Vogliamo che lui metta avanti le sue qualità, ha fatto una bella settimana di allenamenti, ma non è facile arrivare e fare subito 15 gol”.

“Ho sbagliato come sbagliano tutti gli allenatori, sono cose del calcio. Nelle dinamiche di una squadra ho le mie caratteristiche personali e quello che faccio lo faccio pensando al meglio. In questo senso ho avuto molte soddisfazioni. A livello di scelte anche io sbaglio, ma cerco di sbagliare il meno possibile”.

“Noi cerchiamo di essere molto concentrati sul lavoro. Chi accompagna la squadra è sempre qua per cambiare questa situazione. Noi dobbiamo concentrarci sulle cose che controlliamo”.

“C’è l’allenatore con i giocatori e Conceicao con Leao e Theo. La persona è una cosa, l’allenatore è un’altra: bisogna distinguere le cose. Sono bravi ragazzi e grandi professionisti che però possono sbagliare. Hanno già dimostrato di poter vincere qua al Milan perché hanno caratteristiche eccezionali”.

“A Zagabria abbiamo preso un gol che succede poche volte. Dovevamo avere un approccio diverso. Delle volte parlare dopo una sconfitta non vuol dire essere nervoso e passarlo alla squadra, è il mio modo di essere. Anche quando vinco non sono rilassato, perché la vivo così. Anche in allenamento non perdo la voce per riprenderli. La base deve essere di avere questo atteggiamento di migliorare, di avere un’evoluzione come giocatori. Certo che la vedo qui questa evoluzione. Dobbiamo guardare gli aspetti positivi per andare avanti, non concentrarsi solo sui negativi”.

“La compattezza e la solidità della squadra del Porto era una cosa fantastica, ed è quello che cerchiamo qua. Anche uno o due giocatori possono fare la differenza. Ognuno deve sapere cosa stiamo facendo per cercare di togliere la palla all’avversario. Tutti i giocatori devono sapere come stare in campo. Ora stiamo facendo altri esercizi per lavorare su aspetti diversi. Io cerco di lavorare per migliorare la squadra”.

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