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8/21/11, 08:00 - 1493 Visite

RASSEGNA STAMPA / Milan: Caro Pirlo ti scrivo

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Dieci anni con una maglia non si cancellano con  un cambio di maglia.
Quando Andrea Pirlo calpesterà l’erba di San Siro per la primavolta da juventino, gli passeranno davanti come un film dieci anni di ritiri, sorrisi, scherzi,  sudore, momenti di gioia e di sconforto. E quando vedrà nell’altra metà del campo gli amici di sempre, probabilmente farà un po’ di fatica a sentirsi un avversario.
Pirlo ha lasciato un vuoto a Milanello, non solo per il bagaglio tecnico e le geometrie che adesso hanno traslocato a casa Juve. Non c’è milanista che non lo descriva come una persona speciale, figuriamoci
quelli della vecchia guardia, che hanno condiviso con lui tutto o quasi il periodo rossonero.
Mago della playstation A Bari, dove Pirlo ha giocato contro il Milan per la prima volta, Alessandro Nesta è stato il primo ad andare ad abbracciarlo. «Abbiamo diviso la stanza a Milanello per nove anni—racconta il difensore —, è un amico vero». Andrea e Sandro hanno riempito ritiri e vigilie importanti con interminabili partite alla playstation: «Ho provato a sfidarli — ha detto una volta Robinho  —ma sono imbattibili». Infatti
Nesta ha trovato un nuovo coinquilino nella stanza di Milanello  (Oddo)masta ancora cercando uno sfidante all’altezza. «Mi manca tanto — confessa Nesta —, è un campione in campo e fuori e sa essere spiritoso e divertente come pochi. Pirlo è  uno degli ultimi geni del calcio, quello che ho visto fare a lui al Milan l’ho visto fare a pochi».
Gli scherzi a Gattuso Pirlo e Nesta facevano coppia fissa anche quando si trattava di organizzare scherzi. «I ritiri senza di lui sono molto meno divertenti — conferma Abbiati —. In campo è un fenomeno, ma su una cosa era imbattibile: quando prendeva in giro Gattuso. Era veramente l’unico a poterlo fare...». Rino
conferma: «Andrea è visto da chi non lo conosce come un ragazzo schivo e timido, in realtà è un gran figlio di..., nel senso che è uno che fa gruppo come pochi, che prende sempre in giro tutti e nello spogliatoio
si sente tanto la sua mancanza. Ero la sua vittima preferita. Si divertiva a darmi del terrone: io il calabrese e lui il bresciano, immaginatevi che gag che venivano fuori. Andrea e Nesta insieme me ne hanno combinate
di tutti i colori. Ricordo che una volta mi hanno preso il telefonino e hanno mandato un sms ad Ariedo Braida in cui gli promettevo mia sorella in cambio di un rinnovo. Quando me ne sono accorto ho dovuto chiamare
il d.s. e spiegargli che era uno scherzo».
 Il giorno dell’addio Gattuso e Pirlo hanno giocato insieme per
13 anni tra Milan, Under 18, Under 21 e Nazionale: «Quando me lo sono trovato davanti a Bari con la maglia della Juve mi ha fatto un po’ impressione. Quando in campo ero in difficoltà davo la palla a lui e risolvevo
il problema. Ora dovrò cavarmela in un altro modo». Anche Massimo Ambrosini conosce Pirlo dai tempi dell’Under 18: «Ci sono giocatori che riescono a trasformare una squadra da normale a grande. Ecco, Andrea
è uno di questi. Ricordo bene il giorno in cui ci ha salutato: lì abbiamo capito che stavamo perdendo qualcosa di importante ». Il ricordo più bello di Filippo Inzaghi è legato alla notte magica della Champions
2007: «Andrea mi ha fatto segnare tanto, ma la punizione per il primo gol di Atene resterà indimenticabile per me: un assist involontario e meraviglioso. Gli auguro il meglio, però  spero che quest’anno arrivi secondo
». Strana la vita: Pirlo regista è nato proprio al Berlusconi, il 18 agosto 2002, quando Ancelotti lo schierò per la prima volta in quella posizione. Stasera a San Siro ricomincia un’altra volta. Da juventino.
 

La Gazzetta dello Sport

Il Milanista

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